Kamikaze in azione
In una città martoriata, vittima della violenza interconfessionale, abituata agli scontri quotidiani delle milizie lungo quel che rimane delle proprie strade, due esplosioni quasi simultanee non dovrebbero far notizia. Anzi, è facile ascoltare più volte nel corso di una singola giornata numerose deflagrazioni provenire da più parti: dallo Chouf i drusi sparano colpi di mortaio contro la Corniche ed i palazzi del governo in cui i ministri sono ormai asserragliati come nei bunker; da est risponde l'artiglieria maronita, che batte anche i settori occidentali in cui Amal e sunniti si guardano abitualmente con sospetto. A volte anche dal mare, dove una flotta straniera staziona da tempo, pare arrivare qualche colpo di cannone o qualche missile diretto verso le montagne. Per Beirut, abituarsi al frastuono delle esplosioni è stato semplice, in otto anni di sanguinosa guerra civile. Ma domenica 23 ottobre 1983 c'è qualcosa di diverso, in quei due scoppi potentissimi che avvengono a br...